Come imparare davvero la geografia
Quasi tutti imparano gli stati del mondo leggendo elenchi e sfogliando l’atlante. La ricerca sulla memoria indica una strada più rapida, ed è quella su cui si basano questi giochi.
Ricordare batte rileggere
Gli psicologi Henry Roediger e Jeffrey Karpicke (2006) hanno chiesto ad alcuni studenti di rileggere un testo e ad altri di esercitarsi a ricordarlo. Una settimana dopo, chi si era esercitato a ricordare ne sapeva nettamente di più, anche se rileggere era sembrato più utile. Si chiama pratica di recupero, o effetto test.
Un quiz è proprio questo. Ogni volta che devi rispondere «che stato è?», il ricordo si rafforza, e un errore seguito subito dalla risposta giusta resta più impresso di una cosa solo letta.
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Poco e spesso
La memoria cala in fretta all’inizio e poi più lentamente: per questo un pomeriggio di studio intensivo dopo una settimana è dimenticato. Funziona meglio distribuire l’esercizio: qualche round oggi, qualcuno domani, qualcuno nel fine settimana. Un round dura circa due minuti e sta in qualsiasi tragitto.
La cartina muta della scuola
A scuola la geografia si verifica sulla cartina muta: le regioni e i capoluoghi, gli stati d’Europa, i continenti e gli oceani. Per questo le cartine qui sono senza nomi e i giochi chiedono proprio questo. Comincia dalle forme grandi, poi aggiungi i vicini e alla fine gli stati piccoli, per esempio nei Balcani.
Un piano per la prima settimana
Giorni 1 e 2: le regioni d’Italia e i continenti.
Giorni 3 e 4: la cartina d’Europa e il quiz bandiere sul livello facile.
Giorni 5, 6 e 7: le capitali europee e il continente che conosci meno. A fine settimana rigioca il planisfero e confronta il punteggio.